Viaggio da tutta la vita e lo farò finche avrò vita
CARINZIA in CAMPER (2019) - FANTASTICO VIAGGIO "ON THE ROAD" 2.0 : Il ritorno
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Io con il mio lavoro prettamente
estivo, mia moglie che deve seguire i medici assunti per la stagione
turistica, arriviamo a Settembre talmente sconvolti che non abbiamo
ancora deciso dove andare in vacanza. Una settimana prima di entrare
in ferie siamo a letto che chiacchieriamo e chiedo a Emilia dove
vorrebbe andare in vacanza. Mi risponde quasi nel dormiveglia che le
piacerebbe ritornare in Carinzia… ma va'!? È proprio quello che
pensavo io!!
Quest'anno partiamo di Giovedì, il
12, verso tardo pomeriggio per fare una sosta di un giorno a
Chioggia .
Venerdì 13 mattina la
dedichiamo a mettere su invaso la nostra barchetta che poi al ritorno
dalle vacanze rifaremo l'antivegetativa alla carena, intanto la
lascieremo un paio di settimane a riposare e ad asciugarsi. Nel primo
pomeriggio ripartiamo in direzione di Villach dove arriviamo la sera
e ci sistemiamo nel “nostro parcheggio”.
Sabato 14 andiamo
all'ufficio turistico a fare le Kartnen card , la gentile signorina
ci spiega che se la facciamo partire da domani abbiamo lo sconto di
6€ poiché si entra in bassa stagione, quindi la pagheremo 42
anziché 48€ , Ottimo, visto che quest'anno resteremo un giorno in
più oggi lo dedichiamo ad esplorare Villach. Ci facciamo dare la
mappa della città e cominciamo a girare il centro storico. Villach è
ormai una città moderna e di interessante da visitare sono: la via
centrale, le sue chiese secondarie, il duomo e la passeggiata lungo
il fiume Drava ed una giornata basta per vedere tutto.
Domenica 15
parte la validità della card e non abbiamo minimamente pianificato
uno straccio di itinerario; cosicché visto che ad Emilia erano
piaciute tanto: come prima tappa andiamo alla montagna
delle scimmie a Landskron. Si,
ci eravamo già stati ma questa volta la guida che ci è toccata
parlava anche in italiano e ci ha spiegato tante cose che non avevamo
capito.
Una sorpresa è stata vedere l'ultima nata di poche
settimane, uno spiritello scatenato in mezzo alle altre scimmie che
facevano i giochi sulle macchine che davano le mele come premio. Nel
pomeriggio ritorniamo a Villach che siccome l'anno scorso non lo
abbiamo potuto fare a causa di una festa di matrimonio, ci era
rimasto in sospeso la gita in battello sulla Drava. Devo essere
sincero?? non ne vale la pena! Per i primi 10 minuti passi tra le due
sponde della città ma quando le case finiscono ti trovi a navigare
in un fiume brado; piante di acacia a destra e a sinistra tanto che
dopo esserci preso un gelato, quando il battello ha invertito la
rotta, ho fatto un pisolino. Sbarcati, ci siamo fermati a guardare un
coloratissimo tramonto sul fiume e ci incamminiamo verso il camper .
Lunedì 16 ci rechiamo presso le funivie del Gerlitzen che l'anno scorso non abbiamo fatto in tempo a salirci. Si fa il primo tratto su una ripidissima cabinovia e un secondo su una seggiovia dalla quale si gode un bellissimo panorama. All'arrivo ci si trova alla congiunzione di più impianti di risalita e dal terrazzo del ripetitore che fa da belvedere la vista spazia a 360 gradi. Si vede a destra Villach con il fiume che luccica, sulla cima della collina di Landskron l'omonimo castello; sotto di noi il lago Ossiacher e più a sinistra il lago Worthersee e Klagenfurt; essendo in controluce si vedeva nitidamente la sagoma della torre Pyramidenckogel avvolta nelle nebbioline di umidità che non si erano ancora dissolte.
A fianco del ripetitore
c'è la base di decollo dei parapendio che in continuazione partono
per un volo che deve essere uno spettacolo! Quando scendiamo con la
seggiovia ci godiamo la discesa che sembra quasi di volare, però
quando prendiamo la cabinovia i vetri erano talmente strisciati e
sporchi che con il sole in controluce non si vedeva nulla del
paesaggio che c'era fuori. Ormai è mezzogiorno e mangiamo nel
parcheggio degli impianti. Tra una forchettata di spaghetti e un
sorso di birra Villacher cerchiamo la prossima attrazione e decidiamo
di spostarci verso il castello di Strasburg; un paio di chilometri
prima, troviamo l'indicazione per il monastero di Gurk ed incuriositi
lo andiamo a visitare. E' uno spettacolo!! Dentro la chiesa è
indescrivibile, tante di quelle cose da vedere che resti a bocca
aperta. A destra dell'altare proprio dietro il coro c'è una scala
interrotta a metà da una grata in ferro che si può aprire chiedendo
la chiave al negozio dei chiostri, esibendo la kartnen card abbiamo
l'accesso gratis, altrimenti sarebbero 2€ a testa. Apriamo la grata
e scendiamo nella cripta fittissima di colonne, sotto l'altare
maggiore, dove tra i vari altari c'è quello dove riposa S.ta Hemma.
Questa si può dire che è stata una tappa non programmata poiché ci
siamo fermati per caso, ma io la consiglio, è una dei posti da
vedere! Bene , adesso abbiamo anche il tempo per visitare il castello
di Strasburg e siccome dopo tanti anni non mi è ancora entrato in
testa che il 90% dei castelli il Lunedì SONO CHIUSI, che giorno è
oggi? ecco, appunto! Non ci resta che consolarci facendo una
passeggiata intorno le mura. Ci sono alcuni
posti visitati l'anno scorso che ci siamo prefissati di rivedere, uno
di questi è il museo dedicato ad Heinric Harren e considerato che li
vicino c'è un tranquillo parcheggio ci diriggiamo verso Huttemberg
dove pernotteremo.
Martedì 17 prima
di entrare al museo chiedo ad Emilia se volesse fare il percorso
tibetano come l'anno scorso ma ancora spaventata da quella esperienza
mi ci manda da solo. Non è niente di che ma a me piace tanto. Lo
faccio un po' di fretta scattando decine di foto mentre da sotto
Emilia fotografava me.
Faccio tutto il percorso compreso il ponte
tibetano, ruoto uno a uno i tamburi di preghiera e contento come un
bimbo ritorno giù. Appena entrati al museo vediamo che alla
biglietteria c'è la macchina del caffè e ci vien voglia di
prenderne uno.. come scusa?? due caffè al banco 5€ e 60?! manco
fossimo al Pedrocchi?! E va' beh, facciamo il giro del museo.
Dall'anno scorso come prevedibile non è cambiato niente ma in fin
dei conti un museo non si è mai finito di scoprirlo ed anche se io
ci sono ritornato quasi esclusivamente per rifare alcune foto e stare
a contemplare le sale del trono e dell'altare, abbiamo comunque
passato una bella mattinata. Il pomeriggio ci
spostiamo a Schaubergwerk a pochissimi chilometri da Huttenberg per
visitarne la miniera di Knappenberg ma arriviamo troppo presto. Il
signore che poi ci farà da guida ci consiglia di perdere quest'ora e
un quarto a vedere il museo delle bambole e quello sopra l'ingresso
della miniera dedicato alla storia dell'estrazione mineraria. Sono a
soli 20 metri di distanza e quindi li vediamo entrambi. Il museo
delle bambole di Elli Riehl è una serie di diorami realizzati da
questa signora che si è costruita dei pupazzetti a somiglianza delle
varie persone che abitavano il paese cucendone a mano tutti gli
abiti, poi posizionati ha creato delle scenette: una festa di paese,
una classe di bambini, un funerale, i minatori che vanno al lavoro..
simpatici, forse non ci sarei mai stato apposta ma simpatici.
Dall'altra parte del piccolo piazzale c'è il museo della miniera; si
comincia nel grande salone a piano terra dove sono custoditi attrezzi
di varie epoche che usavano i minatori per poi salire al piano
superiore dove si può ammirare la bellissima collezione di minerali.
Sono le 16.00 e suona la sirena della miniera, noi siamo già bardati
con elmetto e cerata quando compare il signore di prima indossando la
divisa delle feste dei minatori e ci porta a fare un giro all'interno
delle gallerie.
Ci fa vedere e funzionare le macchine per
l'estrazione, i martelli, i compressori e ci fa capire quanto fosse
rumoroso il lavoro del minatore. La visita di questo posto ci è
talmente piaciuta che un po' condizionerà il resto della nostra
vacanza. Infatti già quel pomeriggio ci dirigiamo a Eisenkappel.
Mercoledì 18 piove e fa freddo, all'ufficio turisticoci registriamo con la card per la visita alle grotte dell'Obir che non sono proprio lì ma da lì bisogna partire con l'autobus poiché la strada che conduce alle grotte è interdetta al traffico e ben presto capiamo il perchè. L'autobus procede per circa una ventina di minuti su per un sentiero di montagna tra tornanti strettissimi e precipizi da infarto tanto che all'arrivo tutti ci siamo complimentati con l'autista! Alla reception delle grotte ci danno l'elmetto, la mantellina e poiché le guide parlano solamente: tedesco, sloveno e inglese; ci tocca prendere al costo di 2€ l'audio guida. Non è per i 2 Euro ma essendo a due passi dall'italia..!?? Finalmente si entra nelle grotte. Che dire: sulla brochure ci sono 4 fotografie, ecco: una delle quali è ingannevole! Alla fine dei conti questa era una miniera e le caverne che sono state trovate per caso sono alternate a stazioni multimediali sparse per un percorso di quasi un chilometro. Le due cose che mi hanno colpito di più sono: positivamente la sala grande dove in 5 minuti di giochi di luce viene suonata la toccata e fuga in re minore di J.S.Bach e devo dire che l'acustica è da pelle d'oca; negativamente? se vi dovessi parlare del lago metamorfico voi cosa immaginereste? Ve lo spiego in due parole, anche perchè non ne servono molte di più. Immaginatevi di percorrere una galleria alta neanche due metri e larga forse uno, a terra un cartello grande poco più di un foglio A4 con una freccia e scritto “see”che in tedesco significa lago.
La freccia indicava un buco da mezzo metro quadro dove per guardarci dentro ti devi inginocchiare per terra e vedi quella maestosità di… a farla grande 5 metri quadri di pozzanghera illuminata ad ok che vista in foto sembrerebbe molto ma molto più grande e di conseguenza l'attrazione principale! Beh dai, almeno le abbiamo visto le grotte in un giorno che pioveva. Il pomeriggio volevamo andare a visitare la distilleria Schleppe ed imbocchiamo la strada per Klagenfurt; durante il viaggio Emilia guarda nella guida della Carinzia e scopre un piccolo inconveniente: le visite guidate allo stabilimento ci sono solamente fino al 15 Settembre e facendo due conti siamo qualche giorno in ritardo! Ormai siamo a Klagenfurt e considerato quant'è freddo ci rintaniamo a vedere lo spettacolo al planetarium, non è stato lo stesso dell'anno scorso che parlava dell'evoluzione della terra, bensì questo parlava dell'esplorazione spaziale dagli inizi fino ad oggi e le teorie su come saranno i futuri viaggi spaziali e dove l'uomo andrà a colonizzare. Paragonato allo spettacolo dell'anno scorso: molto più bello! Siamo a Kagenfurt vicinissimi al campeggio dove l'anno scorso ci siamo trovati bene quindi avendo bisogno di una sosta tecnica la notte la passeremo qui.
Mercoledì 19
è un po' freschetto ma sembra che il tempo si metta al bello. Nelle
strette vicinanze non c'è niente di interessante che non abbiamo gia
visto e decidiamo di spostarci ad ovest dove ci sono le cose che
volevamo vedere in questo viaggio, ma lo spostamento è di parecchi
chilometri quindi visto che con una piccola deviazione dal tragitto
c'è la torre che mi piace tanto, decidiamo di andare a passarci un
paio d'ore. Quando siamo sotto la torre d'osservazione Pyramidenkogel
le nubi cominciano a diradarsi come un sipario e lo spettacolo
inizia!
Per un problema tecnico l'ascensore era momentaneamente ferma
ed in biglietteria ci dicono che se non vogliamo aspettare circa un
ora che riparta possiamo salire a piedi. Perchè no!? Non è che ci
si metta poi tanto ed essendo la salita di poco più di 70 metri alla
grande saranno 400 scalini, siamo montanari e un po' di gamba ce
l'abbiamo.. e a dirla tra noi, essendo poca la gente disposta a far
le scale, in cima eravamo in pochi e ci siamo goduti il panorama in
santa pace. Arrivati sul terrazzo il cielo è quasi completamente
sereno e tra un passaggio di nubi e una schiarita ci godiamo la
spettacolare vista a 360gradi che spazia da Klagenfurt a Villach,
dalla
Gerlitzen
Alpe al Keutschacher See con un
gioco di luci degno di una regia.
Scendiamo per le scale e possiamo
ammirare la complessa struttura interna e lo scivolo che non ho
potuto fare neanche quest'anno! arriviamo all'ultimo gradino e
l'ascensore inizia a funzionare; poco male perchè la fila che si era
accumulata faceva capire che sul terrazzo di li a poco ci sarebbe
stato il finimondo! E' quasi ora di pranzo e decidiamo di restare nel
parcheggio a mangiare qualcosa sotto la torre poi prima di metterci
in viaggio ci stendiamo per un pisolino.... Forse colpa della
stanchezza accumulata ma ci siamo svegliati quasi alle 16:00!! Con
calma, vista l'ora, ci spostiamo fino a raggiungere la miniera di
“terra mistica-terra montana”che ormai è gia chiusa. Ci
sistemiamo nel parcheggio e prima di cenare andiamo a fare una
passeggiata nel vicino paesino.
Giovedì 20 siamo i primi alla
biglietteria della miniera dove ci fanno indossare una tuta da
minatore ed in testa un caschetto ma essendo gli unici due italiani
come al solito prima di noi parte la omnipresente comitiva di
tedeschi caciarosi.
L'attesa è valsa la pena poiché abbiamo avuto
solo per noi ed un altra coppia la guida che parlava inglese ed
italiano. Si inizia lanciandosi giù per uno scivolo in legno che ci
fa scendere nel cuore della miniera, poi tra grotte naturali e
cunicoli si arriva in una particolare sala dove per la sua
conformazione vengono fatti concerti e spettacoli teatrali. Inoltre
durante il tour si visitano varie stazioni dove tra video e
ricostruzioni si passa veramente una bella eperienza. Sono quasi le 11.00 e siccome oggi
pomeriggio voglio tornare al museo del bonsai, andiamo a mangiare la
Viennese, la cotoletta gigante che fanno al vicino Castello di
Sommeregg. Finito il pranzo in questa location dallo spirito
medievale andiamo nel posto dove mi si squaglia il cuore, Il museo
del Bonsai! Dall'anno scorso sono stati fatti alcuni lavori di
miglioramento ed è ancor più spettacolare, mi sono goduto ogni
singolo passo che ho fatto tra i meravigliosi Bonsai ed i giardini
Zen.
Per poi stare sul ponte del laghetto delle carpe Koi a guardarle
nuotare ed ascoltare il suono dell'acqua generata da rivoli e
cascatelle; la casa del thè inoltre questa volta era aperta ed era
più bella di quanto immaginassi e come l'anno scorso ho fatto il
percorso avanti ed indietro più di una volta poiché da lì non
sarei più uscito. Saliamo in camper e valutiamo cosa fare
l'indomani. E' dall'anno scorso che ci perseguita un mantra:qualsiasi
posto visitiamo pubblicizzano la strada panoramica di Malta alta.
Guardo la cartina e vedo che parte da un paesino che si chiama Gmund,
non siamo molto distanti, ci andiamo con calma dopo aver fatto un po'
di spesa e per la notte ci mettiamo in un parcheggio sotto il
castello.
Venerdì 21
è una bellissima giornata ed in cielo non c'è una nuvola. Partiamo
dopo colazione e ci aspettiamo una strada panoramica ma più
chilometri facciamo e meno sembra panoramica. Ad un certo punto
troviamo una spece di casello dove ci chiedono la card per accedere a
quello che sembra la reale partenza di questa famigerata strada
panoramica che invece continua inperterrita all'interno di una valle.
Tomtomy mi dice che siamo a 13 chilometri dalla meta ed il tempo
stimato è di 18 minuti. Probabilmente senza considerare il senso
unico alternato! Fatto stà che appena prima della cascata
Maralmbachfall ci siamo accodati alla colonna praticamente immobile
di automobili e pullman. Ci abbiamo messo più di un ora a fare 8
chilometri ma alla fine siamo arrivati a Koelnbreinspeicher il bacino
artificiale formatosi dopo la costruzione dell'imponente diga.
L'attrazione quindi non era proprio la strada che oltre a due
cascate di panoramico non ha proprio nulla ma il paesaggio lunare che
c'è la incima. I parcheggi vicino la diga erano pieni e siamo dovuti
andare fino ad una Gasthaus e quasi su un prato abbiamo parcheggiato
il camper. Oltre al paesaggio, l'attrazione di quel luogo è l'Air
Walk una terrazza con pavimento in griglie che lo rende
semitrasparente a sbalzo sul vuoto dove tutti vogliono andare ma
quando sono lì solo uno su tre ha il coraggio di scenderci.
Personalmente visto che queste cose mi piacciono tanto non ho avuto
nessun problema ma come molti altri Emilia alla vista del vuoto sotto
i piedi oltre i primi due gradini non si è spinta. Il gioco ne è
valsa la candela? Personalmente dico di sì, il posto vale anche il
dover fare un po' di colonna! Dopo aver pranzato e fatto un'altra
passeggiata decidiamo di scendere a valle ed andare nello stesso
campeggio dove siamo stati benissimo l'anno scorso che domani si
prende la via di casa. Ma non è così tardi e mi ricordo che lungo
la strada c'è un posto di quelli che piacciono tanto ad Emilia:
il giardino di energia terapeuticaEnergiegarten Hoffmann, dove chi ci crede cattura l'energia della piramide e dei vari cristalli e sui percorsi di piastre di rame scarica l'energia negativa.
Anche se personalmente non ho provato alcun che devo ammettere che il posto è davvero carino un bel percorso in mezzo a cose curiose che se ci credi trai beneficio altrimenti è un posto curatissimo e bello da visitare. Ormai sono le 17:00 ed andiamo diretti al campeggio. Una doccia e andiamo a mangiare nel mini ristorante dove l'anno scorso abbiamo mangiato le carni miste che sono state davvero buone ma questa volta abbiamo fatto l'errore di mangiare la pizza, probabilmente di quelle surgelate, probabilmente di produzione “tedesca” poiche è stata forse la peggior pizza che abbiamo mangiato mitigata dalla simpatia del proprietario che forse avendolo capito ci ha mezzo ubriacato offrendoci di assaggiare le varie grappe di produzione propria e dulcis in fundo quando abbiamo pagato il conto ci ha offerto due birre da portarci via, per la sera.
Sabato 22 pare seguire un copione come l'anno scorso le temperature scendono e il tempo è brutto e facciamo con calma il viaggio che ci riporta in Italia e nel tardo pomeriggio arriviamo al lago di Caldonazzo dove decidiamo di fermarci per la notte.
Domenica 23 dopo una passeggiata in riva al Lago partiamo in direzione di casa.
Hai presente quelle Domeniche pomeriggio che fuori piove e tu e tua moglie state lì, sul divano, davanti al televisore a guardare vecchi filmini? Era il 2010 quando abbiamo fatto il viaggio sulla Romantische Strasse e mentre guardiamo il filmino di quel viaggio ci siamo messi a fare la lista delle cose che non siamo riusciti a vedere, erano così tante che non avendo ancora programmato le ferie decidiamo che la meta delle nostre vacanze di Settembre 2022 sarà la Romantische Strasse . Per i soliti impegni lavorativi di Emilia non possiamo partire prima del 9 Settembre e francamente a noi neanche dispiace, visto che il più delle persone ha finito le vacanze e i luoghi che visiti sono pressoché deserti. Qualche giorno prima di partire, organizzo il viaggio a spanne, cercando di conciliare gli spostamenti agli orari di apertura dei luoghi da vedere solamente allo scopo di non trovare il famoso cartello:”Montag Gestlossen(Lunedì chiuso)”... ecco, appunto.. Arriva Venerdì 9 Settembr...
Per motivi di Lavoro miei e di mia moglie, le ferie estive come le fai tu noi non le possiamo fare. Di solito dobbiamo spezzarle in due e ci prendiamo una settimana in Marzo ed una in Settembre. Questa vacanza l'abbiamo fatta in Marzo 2019 e probabilmente in questo racconto capirai che viaggiare in camper è anche partire senza sapere dove andare. E' Venerdì, cominciamo il nostro viaggio a bordo del nostro Camper Arca Scout con il nostro cane: un carlino di nome Kappa. L'intenzione è di andare a Chioggia e passare qualche giorno in barca a zonzo per la Laguna, considerato che la stagione non è ancora così calda il camper lo teniamo come base d'appoggio per la notte. Poi nei giorni successivi decideremo il da farsi.Sai quando le cose non vanno come vuoi, ma il destino ti riserva qualcos'altro? Domenica sera consulto il meteo per il giorno dopo: Dicono che ci saranno Venti di Bora e maltempo a macchia di leopardo. Alla luce di ciò non ci resta che ormeggiare bene e ...
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